|
Istat,
in Italia crescita zero nel 2005
È la certificazione di un dato atteso. Il prodotto interno lordo italiano è rimasto fermo nel 2005, in decelerazione rispetto all'aumento dell'1,1% del 2004, e il rapporto deficit/Pil è salito al 4,1% dal 3,4% dell'anno prima. L'avanzo primario si è ridotto allo 0,5% del Pil dall'1,3% dell'anno precedente.
Le rilevazioni stati diffuse dall'Istat, che non fornisce, però, come avvenuto negli anni passati, il dato sull'andamento del debito in rapporto al pil: «I tempi di notifica nell'ambito della procedura dei deficit eccessivi - spiegano - sono slittati, quindi il dato verrà diffuso dalla Banca d'Italia il 15 marzo con il bollettino economico». Ma in ogni caso c'è chi riesce a essere ugualmente contento di queste cifre. E' il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: le attese del governo infatti, dopo anni di stime ottimistiche, erano state fissate al 4,3% per il deficit/Pil, allo 0% per il Pil e allo 0,6% per l'avanzo primario. «Il calo dal 4,3% delle stime del governo al 4,1% del rapporto deficit-pil è positivo e ha sorpreso anche me», ha commentato il ministro dell'Economia. «Vuol dire che la cura ha funzionato. Sarei stato contento già del 4,3%».
Intanto però la situazione che rende ottimista Tremonti è già costata a molti il posto di lavoro. Sul fronte dell'occupazione, infatti, nel 2005 sono state perse circa 102.000 unità di lavoro, ovvero di posti a tempo pieno. Lo comunica l'Istat specificando che nel 2005 l'occupazione - espressa in termini di unità di lavoro al netto della cassa integrazione - ha segnato un calo dello 0,4% e si è così attestata a 24.192.200 unità di lavoro. La maggior parte dell'occupazione è nei servizi, a quota 16.117.700 unità, in crescita rispetto all'anno precedente. L'occupazione totale, espressa in termini di unitá di lavoro al netto della cassa integrazione guadagni, è diminuita quindi nel 2005 dello 0,4%: +1,3% le unitá di lavoro dipendenti, -4,5% quelle indipendenti. |