Saranno almeno 2.150.000 sui 3,7 milioni di contribuenti che applicano gli studi di settore, i
contribuenti che avranno un beneficio dai correttivi ai quali ha dato il via libera ieri la
Commissione di esperti per gli studi di settore. La Commissione (organismo che vede riuniti
l'amministrazione finanziaria, la Società per gli studi di settore e le associazioni di categoria)
ha anche approvato, all'unanimità, un documento nel quale si precisa che «in relazione ai periodi
d'imposta 2008 e 2009 interessati da notevoli modifiche nel mercato provocate dalla crisi, il risultato
degli studi di settore sia accompagnato in sede di accertamento anche da altri elementi in grado di
rafforzare ulteriormente la pretesa tributaria», suggerendo all'agenzia delle Entrate «particolare
prudenza nelle situazioni in cui gli scostamenti saranno di lieve entità». E per i professionisti viene
chiesto un monitoraggio continuo e un'attenzione specifica ai dati relativi alla normalità economica.
L'impatto della crisi
Il punto fondamentale per calcolare gli effetti della crisi sono state le dichiarazioni
Iva semplificate presentate a fine febbraio 2009. Sulla base di queste ultime si
è potuto stimare per i diversi settori il calo delle attività che comporta un aumento
complessivo dei soggetti in declino del 7,9%, in modo differenziato con
un'oscillazione che va dall'11,9% delle manifatture all'1,7 dei professionisti.
L'analisi indica, da un lato, l'andamento di ciascun settore nel suo complesso e,
dall'altro, la turbolenza (con l'aumento dei soggetti declinanti) all'interno di
ciascuno di essi. Il documento approvato evidenzia anche il fatto – per quanto i
correttivi varati vengano ritenuti affidabili in vista di Gerico – che i contribuenti
potranno annotare le situazioni in cui non fossero comunque rappresentati dai risultati
del programma applicativo degli studi. È citato il caso, per esempio, in cui dovesse essersi
verificato un contemporaneo aumento dei ricavi e una riduzione dei profitti, non stimabile da Gerico.
Viene però confermato che un'ulteriore evoluzione dell'applicativo sarà fatta nel 2010 dopo
l'esame delle dichiarazioni 2009.
Soddisfazione è stata espressa dai partecipanti all'incontro. Innanzitutto da Giampietro Brunello,
amministratore delegato di Sose, per il quale «è la prima volta che il Fisco prende atto di una
situazione di crisi prima della tornata delle dichiarazioni. Si tratta di un fatto di civiltà giuridica
importante. Senza contare che nonostante il poco tempo a disposizione abbiamo realizzato una rappresentazione
attendibile della crisi e inserito i correttivi necessari». Ed è quanto segnala anche Antonio Vento,
di Confcommercio, il quale ricorda che «in genere gli studi si fondano sempre su dati vecchi di qualche anno.
Ora stiamo per la prima volta – e in una situazione così difficile – realizzando degli studi che colgono
la realtà in atto». Per Andrea Trevisani di Confartigianato «il lavoro che la Commissione aveva iniziato
lo scorso 6 novembre è proseguito grazie a uno sforzo straordinario reso possibile anche dal contributo
importante delle categorie». Per Casartigiani Beniamino Pisano afferma che «è stato dato un accordo sul metodo,
poi occorrerà vedere in concreto cosa succederà
I professionisti
È stato un lavoro intenso quello realizzato ieri dalla Commissione che ha approvato anche un
documento relativo ai professionisti, nel quale si specifica come per questi ultimi la crisi
abbia avuto effetti del tutto particolari, che lasciano prevedere un trascinamento degli effetti nel futuro.
Nel 2008 gli incassi relativi agli anni precedenti possono avere occultato la crisi,
che si manifesteranno in seguito. E se gli studi colgono la riduzione degli incarichi,
non possono determinare a priori un prevedibile calo delle tariffe. I versamenti potranno
inoltre essere frazionati nel tempo con effetti distorsivi sulla congruità. Viene segnalata,
poi, anche la riduzione di significatività degli indicatori di normalità economica. Per Roberto
D'Imperio ( dottori commercialisti) «l'esito del confronto di ieri è stato positivo. Ha prevalso
la ragionevolezza, perché si trattava di trovare soluzioni condivise». E per Riccardo Alemanno (Int)
«la crisi è reale e deve essere affrontata con il massimo impegno da parte delle istituzioni,
ma anche da parte dei professionisti». Roberto Falcone (Lapet) aspetta «che il documento diventi
operativo prima di esprimerci sulla sua bontà».